La medicina della riproduzione è una branca medica in rapida espansione che negli ultimi decenni ha compiuto notevoli passi avanti e messo a punto numerose e nuove procedure diagnostiche in tema di fertilità sia maschile che femminile. Questo fenomeno di progresso e cambiamento è calato in un contesto sociale, etico ed economico anch’esso in rapida evoluzione, soprattutto nei paesi industrializzati, e ciò richiede a chi si occupa di riproduzione un continuo e rapido aggiornamento non solo in termini tecnologici ma anche legislativi, per poter esaudire il più possibile le richieste delle coppie infertili intese come diritto alla salute senza però, allo stesso tempo, trasgredire alle regole etiche, civili e penali.

Il desiderio di una gravidanza oggi sembra sempre più subordinato al raggiungimento della tranquillità economica ed all’affermazione in carriera ed inevitabilmente cresce sempre di più l’età al primo figlio. L’età anagrafica, sommata ai fattori che maggiormente influenzano negativamente la fertilità quali l’inquinamento, lo stress, l’utilizzo di farmaci, le infezioni e fattori genetici noti e non, rendono sempre meno fisiologiche le condizioni nel momento in cui la coppia decide di procreare. A questo si aggiunge, in molti casi, il ricorso della coppia prima che al medico ad internet dove, potendo trovare ogni sorta di informazione, rischia di accontentarsi e fare propria quella che più comoda anche se non riflette la realtà dei fatti. Emerge chiaramente come il ruolo primario del medico della riproduzione sia quello di educare la coppia che a lui si rivolge, non solo in termini di prevenzione primaria, correggendo le abitudini e gli stili di vita che possono compromettere la fertilità e la salute generale e suggerendo gli stili di vita ideali, ma anche in termini di corretta informazione, sulle reali possibilità diagnostiche e terapeutiche esistenti e percorribili. In secondo luogo, la presa in carico della coppia infertile implica la valutazione ed il follow-up di entrambi i partner della coppia, al fine di garantire una valutazione graduale ed il meno invasiva possibile per entrambi, evitando così di incorrere in situazioni paradossali in cui uno solo, magari quello senza fattori di rischio per l’infertilità, venga studiato approfonditamente senza conoscere alcunché dell’altro. Questa è la via metodologica forse più razionale per giungere, laddove possibile, ad una conclusione diagnostica che risulta essere il punto di partenza dell’eventuale iter terapeutico.

L’obbiettivo del medico della riproduzione, infatti, dovrebbe essere quello di eseguire una diagnosi il più accuratamente possibile al fine di rimuovere le cause patogenetiche ed individuare una strategia terapeutica efficace mirata a risolvere il problema dell’infertilità e con le minori conseguenze possibili sulla salute di entrambi. Il ricorso alle tecniche di PMA dovrebbe rappresentare l’ancora di salvezza per la coppia e per il clinico, non solo per le esigue percentuali di successo e per l’impegno economico ma anche e soprattutto per le pesanti conseguenze sulla salute generale della donna e psicologica della coppia.

Tuttavia, la decisione di intraprendere la strada della PMA è sempre più diffusa e si tratta a volte di una scelta già fatta, prima di rivolgersi al medico, dalla coppia che considera l’infertilità un ulteriore fattore stressante e vede in tali tecniche l’unica via d’uscita. Il ruolo della medicina della riproduzione, dunque, si rivela essere molto delicato, e non può prescindere dalla concertazione e dalla collaborazione delle varie figure che ruotano intorno ad una coppia infertile che si rivolge ad un centro per la terapia dell’infertilità, in quanto è necessaria una sintesi di tutte le competenze specialistiche che si occupano di tale coppia, al fine di avere una dettagliata analisi di entrambi i partner, senza perdere mai la visione d’insieme.

Da qui, la necessità, di fronte ad una coppia che si rivolge al medico per infertilità, di prendere in carico e seguire la coppia nel percorso clinico che è in procinto di intraprendere, di individuare i fattori eziologici e le condizioni che hanno condotto allo status di infertilità, e di impostare un corretto iter diagnostico-terapeutico non solo atto a risolvere, laddove possibile, l’infertilità ma anche le ulteriori condizioni patologiche che spesso sono associate all’infertilità. 

Professore Associato presso l'Università di Padova, Dipartimento di Medicina, UOC di Andrologia e Medicina della Riproduzione Responsabile Centro di Riferimento Regionale Sindrome di Klinefelter